Curiosità sul Massaggio Thailandese attraverso il mio viaggio tra Bangkok e Chiang Mai

Si dice che in Thailandia il massaggio si fa con due mani e un cuore.

 

Prima di partire non sapevo se avrei potuto apprezzare questa sensazione, così come ignoravo la mia disposizione a praticare qualcosa di tanto estraneo alle mie abitudini; ricordo che tutti i miei dubbi si dissolsero in un giorno.

 

Ecco tre curiosità propedeutiche prima di raccontarvi la mia storia:

 

1-Le origini del Massaggio Thailandese.

La tecnica del Massaggio Antico Nuad Phaen Boran, com’è chiamato in Thailandia, deriva da una tradizione millenaria. Si narra che il fondatore di quest’arte sia stato un medico dell’India settentrionale, Jivaka Kumar Baccha, il quale avrebbe raggiunto la zona che attualmente è la Thailandia, insieme al propagarsi del Buddismo, intorno al III o II secolo a.C.

 

Kumar Baccha, accompagnando Buddha nei suoi viaggi con l’intento di diffonderne gli insegnamenti, assimilò le forme di medicina Ayurvedica elaborando poi una sua tecnica di massaggio.

 

La tradizione del massaggio thai è stata tramandata oralmente per molto tempo, fino a quando un anonimo scrisse un canone su della foglie di palma in linguaggio pali, usando scrittura khmer. Questi scritti sono stati a lungo venerati, fino alla loro distruzione nelle guerre con il vicino regno del Burma nel 1776.

 

Re Ranma III, quasi cento anni più tardi, raccolse le spoglie di quegli antichi documenti, li fece studiare e fece realizzare 60 tavole di pietra con incisioni della figura umana. Su di esse vengono raffigurati i percorsi dei sen, le manovre ed i punti delle applicazioni terapeutiche. Queste lastre sono ancora oggi conservate a Bangkok, nella Wat Po.

 

Il massaggio non era considerato un lavoro, ma era semplicemente l’applicazione pratica del ‘Metta, termine pali e thailandese usato per indicare ‘gentilezza amorevole’. Era insegnato e praticato nei templi ed ancor oggi una delle scuole più importanti a Bangkok la Wat Po, nome della scuola ed anche del bellissimo tempio che la ospita, a pochi minuti dal Palazzo del Re.

 

2-Le basi del massaggio Thailandese.

I fondamenti teorici del Massaggio Thailandese si basano sull’esistenza di invisibili linee di energia, che percorrono tutto il corpo, dieci delle quali sono prese particolarmente in considerazione e sono chiamate: i 10 Sen.

 

Anche qui riappare l’influenza dell’origine indiana, perchè il principio di queste teorie si trova nella filosofia yoga, che spiega come il Prana, o energia vitale, sia assorbito attraverso l’aria che respiriamo e il cibo che mangiamo, per essere poi distribuito lungo la rete delle linee di energia, le Prana Nadi, fino a riempire tutto l’essere.

 

Il massaggio thailandese ha la caratteristica di un movimento ripetuto, un leggero dondolo, una sorta di mantra somatico che accompagna ogni movimento e che è legato al respiro. Questa aiuta ad allontanarsi dai pensieri che affollano spesso la mente, ed entriamo nel “cuore”, quel faro di luce invisibile. La pratica del massaggio conduce il praticante all’attenzione su di sé, al proprio respiro, alla propria postura, al proprio stato mentale, al proprio stato d’animo.

 

Il Nuad lavora a livello fisico però agisce anche ai livelli di energia più sottili.

 

Chi riceve il massaggio, si sente coccolato del ritmo del dondolo, dal mantra somatico che entra in contatto con il sistemo nervoso, calmandolo; mentre le mani, pollici e gomiti dell’operatore lavorano sulle fasce muscolari per trovare e sciogliere tensioni, liberando il flusso del Energia (Lhom Pran). L’obiettivo è cosi portare o mantenere il corpo in uno stato di equilibrio e di salute.

 

A livello fisico, il Nuad si svolge con pressioni con mani, gomiti, ginocchia, pollici, piedi, vibrazione e percussione, e lo stretching posturale richiamando le asana hatha yoga.

 

3-Come si esegue il Massaggio Thailandese.

Il Massaggio Thailandese viene eseguito a terra su un materassino di futon, permette al massaggiatore di operare in diverse posizioni e di spostarsi in movimenti ritmici ed aggraziati simili ad una danza.

 

Inoltre viene solitamente eseguito sulla persona vestita in quanto il tessuto stabilizza le pressioni esercitate e facilita le prese dell’operatore durante l’esecuzione delle manovre di stretching.

 

Il Massaggio Tradizionale Thailandese aiuta a sbloccare le tensioni di carattere fisiologico e nervoso e favorisce l’eliminazione dello stress.

 

Inoltre:

– Riattiva la circolazione venosa e linfatica che accresce l’ossigenazione dei tessuti e rende la pelle più luminosa;

– ‘Riposturizza’ l’apparato scheletrico, nel caso in cui si sia soliti adottare posizioni corporee sbagliate e/o prolungate nel tempo;

– Cura i disturbi cervicali, le lombaggini, i dolori articolari e muscolari;

– Aiuta a combattere l’insonnia e le emicranie;

– Libera le cellule dalle tossine e rinforza il sistema immunitario.

 

Ora che conoscete i fondamenti del Massaggio Thailandese, posso raccontarvi la mia esperienza con questa disciplina olistica che ho scelto di conoscere in un viaggio in solitaria in Thailandia per fare corsi di massaggio ma soprattutto vivere: ho lasciato tutte le mie certezze e sono partita per una terra del tutto sconosciuta.

 

A Chiang Mai, innanzitutto mi sono sottoposta a un massaggio thailandese, dove è stata intensa l’energia che ho respirato.

 

L’operatore era un maestro anziano della Scuola di Massaggio Terapeutico Thailandese di Chang Mai, una persona di estrema semplicità e di grande saggezza, a cui sicuramente non interessavano le apparenze: la sua abitazione era in legno, con arredi spartani, e situata all’interno di un giardino con tanti animali.

 

Mi sono documentata e iscritta a Chiang Mai alla scuola OLD MEDICINE HOSPITAL: vanta di essere annoverata fra le più antiche ed importanti della Thailandia e la più rinomata nel capoluogo della regione settentrionale del paese.

 

Mi sono trovata così proiettata all’interno di una classe eterogenea, composta da allievi provenienti da tutto il mondo, il cui unanime obiettivo era quello di accostarsi a quest’antica Arte, onde carpirne i segreti.

 

Alla BAAN NIT, sono stata allieva di Mama Nit, una signora anziana con una tecnica ideata da lei, incredibile e indimenticabile.

 

I due stili, quello del nord e quello di Bangkok, non sono diversissimi ma hanno delle peculiarità proprie. Io personalmente preferisco lo stile di Chiang Mai, che ho trovato un po’ più leggero e con più stretching e yoga passivo.

 

Mi sono immersa piano piano nella cultura thailandese senza rendermene conto e all’improvviso tutto è diventato familiare. I templi al posto delle chiese, gli occhi a mandorla, le bancarelle che cucinano fritti di ogni genere ad ogni ora del giorno e della notte, i volti scavati dalle rughe, solchi profondi, e quando sorridono capisci che sono i segni di una vita di sorrisi, non quelle rughe verticali senza spirito di noi occidentali.

 

In Thailandia non sono mai stata sola un attimo, ho sempre
avuto qualcuno accanto che si è preoccupato per me, con qualcuno ho fatto solo pochi passi, con altri un cammino più lungo, ma sempre qualcuno al mio fianco che mi ha portato un po’ più in là.

 

Gli amici, i compagni, il passante per strada che mi sorride e mi dà l’informazione che cerco sono la mia strada, il mio cammino. Un grazie per ogni passo.

 

E’ stato un bellissimo percorso per la mia vita, ho imparato il Nuad Boran, una bellissima filosofia, ma anche tanti altri modi di vivere, sentire e vedere le cose”.

 

 

Katia Secundo

Scorpi il trainer

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